“Il Parmigiano e la carbonara non sono italiani”: l’articolo shock del giornale britannico e la reazione degli italiani.

La cucina italiana sotto attacco: il Financial Times mette in dubbio le origini di alcuni piatti tradizionali e storicamente propri della nostra cucina nazionale. Vediamo insieme cosa hanno detto e quali sono state le reazioni degli italiani!

Le tesi provocatorie di Alberto Grandi: dalla carbonara al panettone, passando per il tiramisù e il parmigiano

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La cucina italiana è una delle più apprezzate e imitate al mondo, ma secondo un articolo del Financial Times, pubblicato nello speciale dedicato alla gastronomia del Belpaese, molti dei suoi piatti simbolo sarebbero in realtà frutto di invenzioni recenti o addirittura straniere. L’articolo si basa sull’intervista ad Alberto Grandi, docente di storia dell’alimentazione all’Università di Parma, che ha speso la sua carriera a sfatare i miti legati alla tradizione culinaria italiana.

Tra i piatti presi di mira dal Financial Times ci sono la carbonara, il panettone, il tiramisù e il Parmigiano Reggiano. Secondo Grandi, la carbonara sarebbe nata negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, quando i soldati americani avrebbero mescolato le uova e il bacon con la pasta. Il panettone sarebbe invece un prodotto industriale inventato negli anni ’20 da Angelo Motta, che introdusse la forma a cupola e la ricetta con l’uvetta. Il tiramisù sarebbe apparso per la prima volta sui libri di cucina negli anni ’80 e prima il suo ingrediente principale, il mascarpone, era difficile da trovare fuori da Milano. Infine, il Parmigiano Reggiano sarebbe una copia moderna del parmigiano originale, che si troverebbe solo nel Wisconsin. Questo perché gli immigrati italiani provenienti dalla regione del Po avrebbero portato con sé la ricetta antica del formaggio, che aveva forme più piccole e una crosta nera.

La reazione della Coldiretti: un attacco surreale e dannoso per l’economia e l’immagine del made in Italy

L’articolo ha suscitato polemiche e proteste da parte della Coldiretti, l’organizzazione degli agricoltori italiani, che lo ha definito “un attacco surreale ai piatti simbolo della cucina italiana proprio in occasione dell’annuncio della sua candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità all’Unesco”.

La Coldiretti ha contestato le tesi di Grandi, definendole “fantasiose” e “banalizzanti”, e ha sottolineato che la mancanza di chiarezza sulle ricette made in Italy favorisce la proliferazione di falsi prodotti alimentari italiani all’estero, che causano danni economici e di immagine. La Coldiretti ha ricordato che l’agropirateria mondiale nei confronti dell’Italia ha raggiunto un fatturato di 120 miliardi di euro e che ai primi posti della classifica dei falsi ci sono proprio i formaggi, i salumi, gli oli, le conserve e i vini.

Le polemiche e le ironie dei lettori e dei social network: tra difesa della tradizione e ipotesi di vendetta

L’articolo del Financial Times ha scatenato anche le reazioni dei lettori e degli utenti dei social network, tra indignazione e ironia. Molti hanno difeso la cucina italiana e hanno messo in dubbio le fonti e le competenze del giornale britannico in materia gastronomica. Altri hanno scherzato sulle possibili rivendicazioni di altri paesi su piatti tipici italiani, come la pizza o il pesto. Alcuni hanno anche ipotizzato che si tratti di una vendetta per la Brexit o per il successo dell’Italia nell’Europeo di calcio.

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