Come scegliere un buon ristorante secondo lo chef Alessandro Borghese!

Lo chef Alessandro Borghese, in un’intervista di qualche tempo fa a “Tv Sorrisi e Canzoni”, ha fornito alcuni consigli su come scegliere il ristorante perfetto.

Dal momento che, come si suol dire, repetita iuvant (ripetere giova), vediamo insieme quali sono i preziosissimi consigli dello chef!

I consigli di Borghese su come scegliere un ristorante!

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L’abito fa il monaco

Vi hanno mai detto cose come “l’abito non fa il monaco” o “non giudicare un libro dalla copertina”? Quando si parla di ristoranti, cancellate questo vecchio adagio dalla mente.

L’esterno di un ristorante è fondamentale, perché lì potrete vedere se è tenuto bene, se è pulito, se il proprietario è attento ai dettagli.

Chi non è attento ai dettagli estetici, dice lo chef, rischia di non esserlo nemmeno per quelli culinari. 

A ogni ristorante la sua specializzazione

Avete presente quando qualcuno è “esperto di tutto” e finisce per non esserlo in nessun campo? Visto che oggi siamo in vena di proverbi, il famoso ”chi troppo vuole, nulla stringe”…

Lo stesso concetto può essere applicato ai ristoranti: “Diffidate delle promesse a 360 gradi del tipo ‘Pizzeria con specialità carne, pesce e sushi’. Il problema non è che un bravo chef non possa davvero cucinare bene tante specialità diverse, ma più aumenta l’offerta, più è probabile che i prodotti non siano freschi: sarà costretto a utilizzare conservanti e prodotti surgelati” avverte lo chef.

Il menù: meno piatti è meglio

Non sempre un ristorante che propone molti piatti è un ristorante di qualità. Per lo chef, rifacendosi più o meno al principio di cui sopra: “se ti propongo 200 piatti, è dura che siano tutti buoni e freschi”.

Al giorno d’oggi, consultare il menù di un ristorante prima ancora di mettervi piede è un gioco da ragazzi: basta cercare su google il nome del ristorante, in modo da trovare il sito, oppure ancor meglio digitare ”menù ristorante…”.

Cucina a vista

Per Borghese, se sei coraggioso abbastanza da mettere la cucina a vista, è perché non hai nulla di cui temere, né tanto meno da nascondere: “Questo sì che è un buon segno: chi ha il coraggio di cucinare sotto gli occhi dei clienti non ha nulla da nascondere e, anzi, possiede quel sano orgoglio di mostrare a tutti la sua bravura”

Anche in questo caso l’ausilio di internet ci da una grossa mano: digitando il nome del ristorante sulla barra di ricerca, potrete trovare immagini pubblicate dai proprietari stessi, oppure da altri clienti, in modo da farvi un’idea!

Pesce e carne in vetrina

Come per la cucina, il proprietario che espone la carne ed il pesce è tranquillo sulle qualità delle sue materie prime: “Se metto in mostra la mia materia prima è perché so che è di qualità. E offro al cliente la possibilità di scegliere”

La tovaglia

E’ un po’ come per gli esterni, insieme sono due biglietti da visita che non possono passare inosservati. “Se è lisa o bucata, rivela pressapochismo: non promette nulla di buono”.

I bicchieri

I bicchieri ed i piatti non devono mai essere sbeccati, per rimanere sempre sul fil rouge estetico: “C’è chi lascia in tavola calici dal bordo ‘sbecchettato’, tanto ‘che vuoi che sia’. Penserà la stessa cosa quando capiterà un incidente in cucina”.

Sorridere sempre

Entrare in un locale in cui si respira un’aria serena tra i dipendenti, dove il proprietario è cordiale con i suoi sottoposti e anche con i clienti è fondamentale. Chi vuole mangiare tra tensioni varie e in un locale in cui il proprietario è un musone a causa degli attriti? 

“Mostrare tensione tra i dipendenti – dice Borghese – è poco professionale ed è una spia che qualcosa non va come dovrebbe”.

Se questi consigli ti sono risultati utili, fammelo sapere con un commento!

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