Tre primi piatti tipici della tradizione napoletana che devi assolutamente servire ai tuoi ospiti!

La cucina napoletana è una delle più ricche e variegate d’Italia, frutto di influenze storiche, culturali e geografiche che hanno lasciato il loro segno nel tempo. Tra le tante specialità che la contraddistinguono, i primi piatti occupano un posto di rilievo, sia per la qualità delle materie prime che per la creatività e la fantasia dei cuochi. Vediamo quali sono i tre primi piatti più famosi della cucina napoletana e quali sono le loro origini e le loro caratteristiche.

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Lasagne alla napoletana

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Le lasagne alla napoletana sono un piatto tipico della domenica e delle festività, come il Carnevale e il Natale. Si tratta di una versione diversa da quella emiliana, più ricca e colorata. Le lasagne alla napoletana prevedono infatti l’uso di pasta all’uovo, ragù di carne, polpettine fritte, ricotta, mozzarella o caciocavallo e parmigiano. Il tutto viene cotto al forno in uno strato alternato di pasta e condimento, fino a formare una crosta dorata e filante. Le origini di questo piatto sono antiche e risalgono all’epoca romana, quando si preparava una sorta di pasticcio di pasta e carne chiamato “laganon” o “laganum. Nel Medioevo la ricetta si arricchì di formaggio e pomodoro, arrivato da Napoli nel XVII secolo. Da allora le lasagne alla napoletana sono diventate un simbolo della cucina partenopea e della sua generosità.

Pasta alla genovese

La pasta alla genovese è un altro piatto tradizionale della cucina napoletana, che non ha nulla a che vedere con la città di Genova. Si tratta infatti di un sugo a base di cipolle e carne di manzo o vitello, che viene cotto a fuoco lento per diverse ore fino a diventare morbido e cremoso. La pasta alla genovese si accompagna solitamente con ziti spezzati o paccheri, ma anche con altri formati di pasta come spaghetti o linguine. Le origini di questo piatto sono incerte, ma si ipotizza che sia nato nel XVI secolo per mano di cuochi napoletani al servizio di mercanti genovesi. Altri sostengono invece che il nome derivi dal termine “genovese”, usato in passato per indicare i macellai che vendevano la carne usata per il sugo. In ogni caso la pasta alla genovese è un piatto saporito e sostanzioso, che richiede pazienza e amore nella preparazione.

Spaghetti alla puttanesca

Gli spaghetti alla puttanesca sono un piatto semplice ma gustoso, che esalta i sapori del mare e della terra. Si tratta di condire gli spaghetti con un sugo fatto con pomodoro, aglio, olio d’oliva, olive nere di Gaeta, capperi e origano. A volte si aggiunge anche un po’ di peperoncino per dare un tocco piccante. Le origini di questo piatto sono relativamente recenti e risalgono agli anni ’50 del XX secolo. Si narra infatti che fu inventato da Sandro Petti, proprietario del ristorante Rancio Fellone sull’isola di Ischia. Una sera alcuni clienti affamati gli chiesero di preparare qualcosa con quello che aveva in cucina. Petti raccolse gli ingredienti più semplici e li mise insieme in una padella, creando così un sugo che chiamò “alla puttanesca”, in senso dispregiativo. Il piatto ebbe però tanto successo che entrò a far parte del menu del ristorante e poi si diffuse in tutta Napoli e nel resto d’Italia.

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